Chi sono i Millennial e perché dovresti imparare da loro per il tuo lavoro

In questo post ti spiegherò chi sono i Millennial e perché ritengo fondamentale per il tuo lavoro imparare da loro. Probabilmente la definizione di Millennial ti è già nota. Sono i cosiddetti nativi digitali. Nati tra il 1980 e il 2000, caratterizzati da una dimestichezza innata con le nuove tecnologie e con il linguaggio di comunicazione digitale.

In realtà l’essere un Millennial non è solo un fatto anagrafico. Conosco 25enni che rifiutano totalmente le nuove tecnologie e pluri 40enni con una conoscenza digitale da far impallidire Sheldon Cooper.

Leonard: "Come saresti se fossi legato a un secondo oggetto su un piano inclinato elicoidalmente avvitato intorno a un asse?" Sheldon; "Incastrato!"

Foto di Che Mondo Sarebbe Senza Sheldon Cooper (pagina Facebook)

Se non sai chi sia Sheldon Cooper, ti invito a guardare subito tutte le stagioni di The Big Bang Theory. Se non sei interessato ok. Sarai sempre il benvenuto su questo blog, ma temo che non diventeremo mai migliori amici!

Scherzi a parte, quello che voglio dire è che, come amiamo affermare noi più vicini ai 40 che ai 20, l’età non conta. È tutta questione di atteggiamento mentale. Il che significa che con la giusta determinazione, chiunque può costruirsi il suo bagaglio tecnologico e la sua alternativa al ciclo Studio-Lavoro-CarrieraForse-VitaPrivataPoi. Un vero circolo vizioso.

Prima di andare avanti e spiegarti come l’atteggiamento mentale e le conoscenze tecnologiche proprie dei Millennial (ma non solo) possano aiutarti a migliorare la tua condizione lavorativa, voglio fare una precisazione. Credo fermamente che non ci sia nulla di male nel voler raggiungere certi obiettivi di carriera seguendo le vie tradizionali. Al contrario. E a chi c’è riuscito e soprattutto, a chi ne è soddisfatto, va la mia più grande stima. Ma se sei tra questi, mi domando perché tu mi stia leggendo.

Invece mi capita spesso di parlare con chi si sente profondamente insoddisfatto della propria vita professionale, che non appaga, non consente di esprimere al meglio le proprie capacità, toglie tempo alle proprie passioni o alle proprie famiglie. E il caso peggiore è quando si mettono da parte i sogni, convinti che il modo giusto di guadagnarsi da vivere sia di dare la priorità al lavoro. Qualunque esso sia. E se i più ne sono convinti al punto da non prendere neanche in considerazione delle alternative, è perché per anni un certo tipo di cultura ci ha propinato l’idea del “Di’ grazie se hai un lavoro!“.

Oggi è ormai chiaro che le nuove tecnologie ci aprono delle porte un tempo impensabili. Ed è ora di sfruttarle come si deve! O come fanno i Millennial, quelli più bravi almeno.

Ma cos’hanno questi Millennial che io non ho?

E allora, cos’è questo superpotere che avrebbero i Millennial e che noi diversamente giovani non abbiamo?

Te lo riassumo in tre concetti: i Millennial, più di me e te,  hanno conoscenza tecnologica, determinazione e intraprendenza.

Sulla conoscenza tecnologica potresti pensare: “E grazie al mazzo! Sono nati quando la tecnologia cominciava a entrare nelle case di tutti, sono arrivati all’età della ragione quando Internet era ormai una realtà e sono cresciuti con lo smarphone in mano. Anche io penserei in zero e 1 se fossi nato nell’anno giusto!”

Te l’ho detto, l’età non conta. La vera capacità di questi giovani super hi-tech va oltre i loro anni e il mero interesse innato per la tecnologia. Quello per cui i migliori di loro meritano la nostra stima è l’aver saputo cogliere nelle nuove tecnologie un’opportunità. L’aver condito questa intuizione con tanto impegno e spirito di iniziativa. L’aver infine creato qualcosa di utile per gli altri e retribuito, ovvero un lavoro. E non un lavoro qualunque, ma il lavoro dei loro sogni.

Alcuni esempi di celebri Millennial

Solo per farti alcuni nomi celebri sul web:

Dario Vignali a 13 anni ha aperto il suo primo blog e oggi, dopo varie sperimentazioni, è una vera star del digital marketing. Il suo blog dariovignali.net è una guida utilissima per tutti quelli che vogliono lanciare un proprio blog e guadagnarci.

Non so tu, ma io a 13 anni al massimo guardavo Beverly Hills e ascoltavo i Queen chiusa nella mia stanza. I social network? Al tempo erano i pomeriggi al telefono con i miei compagni di scuola.

Samuele Onelia era pronto a espatriare per cercare lavoro in Australia, quando ha capito che poteva realizzare il lavoro dei suoi sogni qui in Italia. Ha lanciato così Italian Indie, un podcast che racconta di imprenditori di successo, da cui apprendere trucchi e insegnamenti.

Andrea Giuliodori, dopo anni di consulenza strategica, ha deciso di dedicarsi full time al suo blog di crescita personale e oggi Efficacemente aiuta migliaia di persone a raggiungere i propri obiettivi.

Se pensi che questo sia solo un lavoro per ragazzini, ti sbagli di grosso. A parte che un trentenne tanto ragazzino non è e solo in Italia pensiamo che a 40anni si sia ancora troppo giovani per, che so, guidare un Paese, ma troppo vecchi per cambiare vita. Ma ci sono anche degli illustri quarantenni che, ragionando fuori dagli schemi e con una buona dose di determinazione e competenza tecnologica, hanno fatto della loro passione il proprio lavoro.

Sono quelli che io definisco i Millennial per vocazione. Uno su tutti, Marco Montemagno. Altra celebrità non solo del web,  che offre uno degli sguardi più lucidi e disincantati del mondo della tecnologia (e non solo). E lo fa con un video quotidiano pubblicato sui suoi profili social. Ripeto q-u-o-t-i-d-i-a-n-o. Mica pizza e fichi!

La chiave del successo

Tutti questi casi di successo hanno in comune, non tanto l’età che, ti ripeto, conta poco, quanto la capacità di ragionare fuori dagli schemi e di:

  1. Capire cosa davvero li appassiona: senza questo, non si va da nessuna parte
  2. Portare avanti un’idea fino a farne un lavoro: non esiste bibidibobidibù che ti trasformi in persona di successo. Bisogna lavorare sodo!
  3. Creare qualcosa che sia utile per gli altri: consigli pratici per rendere la tua macchina la più tamarra del quartiere o spunti di riflessione sull’etica delle coltivazioni intensive. L’importante è essere utile per qualcuno.
  4. Continuare a sperimentare nuove strade e nuovi progetti: quando pensi di essere arrivato al traguardo, punta a un nuovo traguardo.
  5. Sfruttare tutti i nuovi media (blog, social network, YouTube) e i nuovi metodi di guadagno online (affiliazioni, AdSense, infoprodotti), per guadagnare con le proprie passioni: è l’era di Internet bellezza e se non la conosci, ti precludi tante opportunità.

E si vede che questi signori amano quello che fanno. Lo leggi in ogni singola parola dei loro blog, vlog, newsletter e video. Vorresti essere così anche tu, ma non capisci perché per te questa strada sembra essere sbarrata?

Tranquillo, sei solo invischiato nella Generazione Out, ma puoi uscirne!

Perché imparare dai Millennial a migliorare lavoro e vita privata

Toniamo quindi al quesito iniziale: perché dovresti apprendere da questi Millennial come migliorare il tuo lavoro e, di conseguenza, la tua vita privata.

Ma è ovvio, perché ti conviene!

Studiali, segui i loro blog, iscriviti alle loro newsletter, testa i servizi che offrono. E non ti ho ancora parlato di nessuna start up di servizi e prodotti online, ma prometto di farlo presto. Insomma, impara da loro come costruire la tua strada.

Queste persone sono una fonte inesauribile di ispirazione per chiunque desideri uscire da questa mentalità tutta italiana del “Di’ grazie se hai un lavoro“. Che poi è quello che porta tanti ad accontentarsi di un lavoro che detestano, pur di portare a casa uno stipendio, perché “sai, c’è la crisi, mica puoi permetterti di sognare!“.

Beh, se sognare non significa aprirsi un chiringuito in spiaggia, bensì raggiungere un obiettivo di lavoro concreto (carriera, lavoro in proprio, lavoro da casa, ecc), non esiste crisi che ce lo impedisca. E farlo non migliorerebbe sensibilmente anche la tua vita privata oltre che il tuo lavoro? Perché si sa un lavoratore più felice e soddisfatto è una persona più felice e soddisfatta.

Conclusioni

Ricapitolando, se cerchi un’alternativa che ti permetta di esprimere le tue passioni e magari anche di guadagnare qualcosa, o addirittura di farne il tuo principale lavoro, ricorda:

  • L’età non conta: sei sui 40, puoi ancora cambiare la tua vita in meglio
  • Contano determinazione e impegno: niente bacchette magiche. Il cambiamento è faticoso.
  • Devi capire cosa vuoi davvero, cosa ti piace e in cosa sei bravo
  • Devi, anzi no, DEVI essere padrone delle nuove tecnologie: non tutte, certo, ma almeno quelle che ti servono a raggiungere i tuoi obiettivi.

E poi c’è un’ultima cosa: iscriviti per ricevere gli aggiornamenti di Generazione In!

Beh, dai, questa me la concederai 😉

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Ci vediamo al prossimo post.

Sull'autore

Stefania

Ciao, sono Stefania e mi sono messa in testa di poter raccontare a chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie, come cogliere le nuove opportunità che offre questa trasformazione digitale in corso.

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