C’è la crisi? Non devi accettare un lavoro qualunque!

Ma come, dirai, c’è la crisi e non dovrei accettare un lavoro? Lo ammetto, il titolo è volutamente provocatorio, ma credo davvero che anche in tempi di crisi,  non si dovrebbe accettare un lavoro qualunque.

Ogni volta che ci capita una nuova offerta di lavoro, crisi o non crisi, prima di accettarla bisognerebbe rifletterci bene e porsi alcune domande.

Come si inserisce questo lavoro nel percorso professionale che ho intrapreso o che voglio intraprendere? Mi farà crescere? Mi permetterà di raggiungere i miei obiettivi di lungo periodo? Migliorerà o peggiorerà la  qualità della mia vita? E se dovesse peggiorarla, fino a che punto sono disposto a fare rinunce per raggiungere i miei obiettivi?

In base alle risposte che diamo a queste domande, in base ai pro e contro dell’offerta, si sceglierà se accettare il lavoro o continuare a cercarne uno più adatto.

So quello che stai pensando: non sempre si è nelle condizioni di poter scegliere. È verissimo. Ci sono situazioni in cui accettare un lavoro, uno qualunque, è l’unica chance possibile. D’accordo. Ma mettendo un momento da parte queste situazioni (ci torno più avanti), troppo spesso quando si accetta il primo lavoro che ci capita, ci si concentra solo sui vantaggi di breve periodo, senza considerare le conseguenze di lungo periodo. Questo può accadere quando si è alla ricerca del primo lavoro, quando si desidera cambiare lavoro o quando ci si ritrova senza lavoro.

Di quali conseguenze parlo? Te lo racconto in questo articolo. Insieme agli errori che si commettono quando si è spinti ad accettare un lavoro per le ragioni sbagliate e a come venirne fuori.

Accettare un lavoro qualunque ti fa sprofondare nel circolo vizioso Studio-Lavoro-CarrieraForse-VitaPrivataPoi

In altri articoli ho accennato al circolo vizioso Studio-Lavoro-CarrieraForse-VitaPrivataPoi.

Con questo mi riferisco al percorso che ci hanno insegnato essere quello giusto: prima studi, meglio se ti laurei. Poi ti cerchi un lavoro, uno qualunque, anche poco centrato sulle tue aspirazioni e sui tuoi studi, a qualunque condizione contrattuale. Una volta entrato nel magico mondo del lavoro (qualunque), fai di tutto per iniziare la scalata al successo. Lavori mille ore a settimana, magari anche nel weekend, sperando nel balzo di carriera o che qualcuno dall’esterno ti noti e ti offra il lavoro della vita. E intanto ti avveleni l’esistenza, facendo una cosa che non ti piace e sacrificando la tua vita privata, i tuoi affetti e le tue passioni.

E se non riesci a crescere in quella azienda? Non è così improbabile infondo, se stai facendo un lavoro che non ami. E più sei insoddisfatto del tuo lavoro, più lo odierai. Più odierai il lavoro, più lo farai male. E se lavori male, di certo non avrai vita facile in azienda. Così inizierai a odiare anche la tua azienda e il tuo capo e le possibilità di crescere andranno sempre più al diavolo. A questo punto, potresti convincerti che, se non hai ancora raggiunto i tuoi obiettivi di carriera, è perché sei finito nell’azienda sbagliata. Quindi ti metterai alla ricerca di un altro lavoro, ma già qui potresti commettere uno di questi errori.

Errore #1: Accettare il primo lavoro che ti capita…di nuovo!

Te l’ho detto che è un circolo vizioso!

Faccio un esempio. Sei un ingegnere gestionale e sogni di diventare il direttore logistico di una grande azienda di trasporti.

Lo so, esistono sogni più emozionanti, ma gli ingegneri sognano così! 🙂

Hai la fortuna di ricevere ben due offerte di lavoro: una a tempo determinato come controller presso una banca. L’altra in stage come addetto alla logistica per un’azienda di trasporti. Non puoi non accettare il lavoro in banca, vero? Perché c’è la crisi. Perché è un posto più sicuro. Perché rifiutare sarebbe da matti. Perché i tuoi hanno già stappato lo champagne.

Anche se non fai salti di gioia, accetti il lavoro in banca. Dai il massimo, fai 1000 straordinari e, dopo qualche mese, ti confermano a tempo indeterminato. Ti convinci che il lavoro non è poi così male. Quella cosa del “direttore logistico”? Solo un sogno da giovane universitario.

Accade però che inspiegabilmente a far carriera non sia tu, ma il tuo collega ControlloDiGestioneChePassione. Cominci a pensare che il problema sia la banca, il tuo capo, Saturno che ti rema contro! Diventi insofferente e ti chiedi dove saresti ora, se avessi accettato lo stage. Ti decidi a inviare CV e riprovi anche con aziende di logistica. Purtroppo però, le uniche proposte arrivano sempre e solo da altre banche. Finalmente ce n’è una che ti offre il salto di carriera che aspettavi e tu, inevitabilmente, accetti.

Accetti perché c’è la crisi. Perché rifiutare quell’opportunità sarebbe da matti. Perché puoi scrivere su LinkedIn “Senior Controller presso MaxiSuperBanca”. Accetti perché la tua ragazza ha già stappato lo champagne.  Il tuo cuore continua a battere ogni volta che superi un TIR della SuperMegaLogistic Inc., ma pazienza…sogni di un ingenuo universitario.

Insomma, sei al punto di partenza! Con l’aggravante di qualche anno in più e di non aver ancora scoperto quanto saresti bravo, se facessi qualcosa che ti appassiona davvero.

Quanto puoi resistere ancora?

Errore #2: Concentrarsi solo sugli effetti di breve periodo dell’accettare un lavoro qualunque

Se non ti rendi conto che il vero motivo della tua insoddisfazione è il lavoro che fai e non l’azienda per cui lo fai, potresti finire presto in un’altra azienda identica alla tua o peggiore.

Non nego che il problema possa anche essere l’azienda. Del resto viviamo nel Paese della PMI, che nel 2016 contava ben 136mila piccole e medie imprese. Molte delle quali spesso a conduzione familiare, dove o non ci sono le risorse per far crescere le persone o non c’è la giusta mentalità. Ma proprio perché le probabilità di finire in una di queste aziende sono così alte, prima di accettare un lavoro nuovo, dovresti analizzare a fondo i vantaggi di lungo periodo.

Invece, specie se hai fretta di cambiare lavoro, alla prima opportunità vedrai solo i benefici di breve periodo:

  • il taglio netto con l’attuale azienda
  • la faccia del tuo capo di fronte alle tue dimissioni
  • uno stipendio più alto (forse)
  • un titolo più prestigioso (secondo chi?)
  • un’azienda più sicura (davvero?)

È dura ammettere che quel lavoro non farà altro che allontanarti ulteriormente dai tuoi obiettivi. Farlo ti costringerebbe ad aspettare l’occasione giusta. E l’idea di restare nella tua attuale situazione per chissà quanto ancora, ti terrorizza. La certezza dell’immediato batte l’incertezza del futuro.

L’ideale, avendo la possibilità, sarebbe restare lucidi, pazientare e continuare a cercare il lavoro giusto. Quello per cui si è studiato, quello che ci rende soddisfatti. E tutto questo non per inseguire una chimera, ma perché fare qualcosa che ci rende infelici per 8-10, a volte 12 ore al giorno, distrugge noi e chi ci sta intorno.

Ma cosa possiamo fare quando invece non abbiamo la possibilità di aspettare l’occasione giusta?

Cosa fare se si deve necessariamente accettare un lavoro

Ci sono situazioni in cui non siamo nelle condizioni di poter rifiutare un lavoro. Questo capita quando, per esempio, il lavoro dei nostri sogni non paga le bollette. Penso a chi vuole fare l’attore, lo scrittore o il giornalista, lavori per cui è richiesta una lunga gavetta, prima di raggiungere l’obiettivo. Oppure capita perché siamo disoccupati o in cassa integrazione o la nostra azienda ha smesso di pagare gli stipendi e abbiamo fretta di trovare qualcos’altro.

Purtroppo queste situazioni esistono e sono sempre più frequenti in Italia in questo periodo storico. E io non starò qui a raccontare la favoletta dell’inseguire i propri sogni a chi cerca di arrivare dignitosamente alla fine del mese. Voglio però essere pragmatica e dare 3 suggerimenti per affrontare questi momenti, senza necessariamente rinunciare ai propri obiettivi.

Una piccola anticipazione…I primi due andrebbero messi in pratica sempre, anche quando si ha già il lavoro ideale. Perché ci permettono di crescere e di migliorarci di continuo. Il terzo suggerimento, invece, è più focalizzato su quei casi in cui l’unica chance che crediamo di avere è di accettare un lavoro qualunque, anche uno che odiamo.

Se segui Generazione In da un po’ – e se non lo segui ancora, puoi rimediare iscrivendoti ora alla newsletter 😉 – , non troverai casuale che questi suggerimenti abbiano a che fare con le nuove tecnologie e con la trasformazione digitale in atto.

Questa infatti sta cambiando non solo il modo in cui si effettua una ricerca di lavoro e si manda una candidatura. A cambiare radicalmente è proprio il modo in cui ci si approccia al lavoro, alla formazione, alle relazioni professionali.

Vediamo come.

Suggerimento #1: Investi in formazione

Continua ad acquisire le competenze che ancora ti mancano per raggiungere i tuoi obiettivi professionali.
Pensi di non avere tempo e soldi a sufficienza? Del resto, se sei disoccupato, non hai soldi da spendere in costosi master e corsi di formazione. Mentre, se sei impegnato tutto il giorno su un lavoro che detesti, non hai tempo per fare altro. E se anche avessi tempo, sei talmente demoralizzato, che non hai voglia di far niente. Giusto?

No, sbagliato!

Ricorda che siamo nell’era dell’informazione accessibile. Se mai il problema di oggi è che ci sono troppe informazioni e si fatica a distinguere quelle attendibili dalla fuffa. Sul web ci sono tantissimi corsi e certificazioni di istituti accreditati, alcuni promossi anche da Università tradizionali o persino internazionali. Sono i cosiddetti MOOC (Massive Open Online Course), ovvero piattaforme di apprendimento online, aperte a tutti. I costi sono decisamente ridotti rispetto alla formazione classica e, grazie alla fruizione online, decidi tu quando seguirli: di sera, sul treno che prendi ogni giorno per andare al lavoro, la mattina presto.

Se per esempio scopri che per entrare nell’azienda di logistica dei tuoi sogni devi avere almeno una conoscenza di base del tedesco, perché non provi a iscriverti a Duolingo? Un servizio di apprendimento gratuito basato su un sistema simile a un gioco. È anche una app, quindi fruibile anche in movimento.

Oppure, Linda.com è un servizio di LinkedIn che fornisce corsi e certificazioni su una enorme varietà di temi professionali. Prevede un abbonamento che va da 15€ a 25€.

Nessuno dice che sia facile. Ma raggiungere i propri obiettivi richiede determinazione e impegno costante.

Insomma vorrai sudare un po’? O credi che  Steve Jobs sia arrivato dov’è arrivato lamentandosi di quanto fosse dura la vita, mentre si ingolfava di serie TV, dal divano di casa?

Suggerimento #2: Costruisci il tuo network professionale

Sfrutta LinkedIn per quello per cui è nato: sviluppare e coltivare un network professionale.

Ebbene sì, LinkedIn non è solo un contenitore di annunci di lavoro. Il vero vantaggio che ti offre è di entrare in contatto con i professionisti che fanno esattamente il lavoro dei tuoi sogni. Cercali, studia il loro profilo, cerca di capire quali competenze sono necessarie per quel lavoro e torna al suggerimento #1: investi in formazione!

Entra in contatto con queste persone, segui i gruppi e le discussioni che seguono loro.

Potranno darti loro stessi dei consigli utili su quali corsi seguire o quali aziende sono alla ricerca di persone con le tue competenze. In più, se partecipi in maniera attiva e costruttiva a gruppi e discussioni, potrai dimostrare le competenze che hai raggiunto. E questo vale molto più di 1000 CV inviati a casaccio.

Un consiglio però: non chiedere al tuo network di darti un lavoro! A nessuno piace essere contattato per un secondo fine. Prova piuttosto a essere tu utile per il tuo networkCondividi articoli che aiutano a risolvere un problema o analizzano un tema critico. Meglio ancora, una volta che ti sarai costruito delle competenze adeguate, scrivili tu stesso.

Marco Montemagno spiega molto bene quest’ultimo concetto nel suo video “Il lavoro non si cerca, il lavoro si attrae“. Ecco, lascio che sia lui a spiegarti perché devi smettere di cercare il lavoro (con i metodi tradizionali) e iniziare ad attirarlo a te.

L’hai visto? Forte Monty, vero? 🙂

Infine, non limitarti al tuo network virtuale. Cerca di incontrare queste persone, partecipando a convegni ed eventi aperti al pubblico. Anche nell’era del web, la relazione personale conta ancora moltissimo.

Suggerimento #3: Datti un limite di tempo

Ultimo suggerimento per chi pensa di non avere altra possibilità, se non quella di accettare un lavoro qualsiasi.

Se sei l’ingegnere gestionale di prima e la tua banca ti ha lasciato a casa a seguito di una fusione, prova a restare lucido, fai i tuoi conti e valuta se davvero non puoi restare senza uno stipendio pieno per qualche mese. Se non puoi, ok. Accetta il primo lavoro che ti dà da mangiare, ma metti in pratica i primi due  suggerimenti e continua a cercare il tuo lavoro.

Se invece puoi, respira. Per esempio potresti scoprire che tra sussidio di disoccupazione, un po’ di risparmi e magari, se sei fortunato, anche una piccola buona uscita, potresti vivere dignitosamente fino a…1 anno? Prenditi allora 6 mesi di tempo. Mesi che puoi sfruttare per formarti, creare il tuo network, costruirti un’immagine professionale che possa aiutarti ad attirare il lavoro. Oppure in questi 6 mesi di formazione e networking, potresti addirittura scoprire che puoi dar vita a un’attività online, che ti permetta di guadagnare facendo quello che hai sempre sognato.

Insomma, un periodo di inattività non deve per forza essere una tragedia, ma potrebbe trasformarsi in un’opportunità. A patto che non ti riduca a trascinarti dal letto al divano, lavandoti la coscienza inviando saltuariamente un CV preconfezionato a qualunque azienda.

Come ho detto, occorre darsi un limite di tempo massimo. E se entro questo termine, impegnandoti, studiando e mettendoci la faccia, non avrai ancora ottenuto il lavoro che desideri, sei autorizzato ad accettare un lavoro da Mc Donald! Ma anche in quel caso, metti in pratica i suggerimenti #1 e #2.

Il punto è che hai il dovere verso te stesso di provare a trovare la tua strada, con tutte le risorse possibili .

Conclusioni del perché non dovresti accettare un lavoro qualunque, neanche in tempo di crisi

Penso che arrivati fin qui, il mio punto di vista sia chiaro. Che tu stia cercando il tuo primo lavoro, che tu voglia cambiare lavoro o che tu sia temporaneamente disoccupato, prima di accettare lavoro qualunque, fermati un momento. Chiediti:

  • È davvero il lavoro che voglio fare?
  • Accettare questo lavoro mi avvicinerà o mi allontanerà dai miei obiettivi professionali?
  • Perché voglio accettare il lavoro? Per i soldi? Per una posizione più prestigiosa? Perché voglio mandare al diavolo il mio attuale capo? Perché non ho altra scelta?

Concentrarsi sui benefici di breve periodo, come uno stipendio più alto o anche solo uno stipendio, va bene purché non si dimentichi che accettare quel lavoro qualunque è solo un mezzo per un obiettivo più grande. E quando si rischia di dimenticare quale fosse quell’obiettivo più grande, bisognerebbe chiedersi: “Se da oggi potessi fare il lavoro dei miei sogni, come cambierebbe la mia vita?”.

Bisognerebbe sempre puntare al lavoro dei sogni. E anche quando costretti ad accettare il primo lavoro che capita, non si dovrebbe smettere di investire in formazione e coltivare un network professionale. Per fortuna il web, i social media professionali come LinkedIn, le piattaforme di apprendimento MOOC e la trasformazione digitale in generale ci vengono incontro e ci aiutano a raggiungere i nostri obiettivi professionali.

Certo, ci vuole tempo, determinazione e impegno costante ma, una volta raggiunti, i benefici saranno incommensurabili. E non solo per il lavoro, ma anche per la nostra vita privata.

Bene, penso di aver detto tutto sull’argomento. Cosa ne dici, sei d’accordo con me? O credi che quella del lavoro dei sogni sia solo una favoletta da motivatori invasati?

Dimmelo nei commenti qui sotto e, se vuoi ricevere altri articoli di Generazione In, iscriviti alla mia newsletter.

A presto

Stef

Sull'autore

Stefania

Ciao, sono Stefania e mi sono messa in testa di poter raccontare a chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie, come cogliere le nuove opportunità che offre questa trasformazione digitale in corso.

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