Come usare LinkedIn per il networking e crearsi nuove opportunità di lavoro. Consigli pratici per inesperti e confusi

LinkedIn non è un ufficio di collocamento online o un sito di ricerca lavoro. È “la più grande rete professionale al mondo”. Nasce per mettere in contatto persone con interessi professionali comuni, costruire una rete professionale , fare networking.

Sì lo so, neanche a me piacciono gli inglesismi, ma networking è decisamente più immediato di “creare una rete professionale con cui scambiare opinioni, condividere esperienze, interessi, creare e scambiare valore“. Quindi, per amore di sintesi, mi tolgo dalla faccia questa espressione di fastidio e vado avanti.

Sebbene il networking sia lo scopo principale dichiarato dalla stessa LinkedIn, tutti, almeno all’inizio, lo abbiamo usato alla stregua di siti di annunci come Monster, Infojobs, ecc.

Io stessa, quando cercavo lavoro nel marketing, ho compilato diligentemente tutte le sezioni del profilo, come fosse un CV. Ho chiesto l’amicizia a conoscenti, amici e compagni di studi come fosse Facebook. Ho preso la residenza nella sezione “lavoro” e ho cominciato a sparare CV a raffica, come fosse Monster. Per poi accorgermi che, guarda caso, con gli altri siti di annunci venivo “chiamata” più spesso!

Caro LinkedIn, sei una sòla!

Pensavo…

Solo una volta ottenuto il lavoro che cercavo (non grazie a LinkedIn) e senza più l’ansia da caccia all’annuncio, ho capito che usare Linkedin così è come andare nel miglior ristorante di pesce della città, ordinare un hamburger e lamentarsi che da Burger King è più buono e pure più economico!

Usare LinkedIn per il networking

LinkedIn non ha inventato nulla, ha solo digitalizzato ed esploso un meccanismo vecchio come il mondo. Quello per cui le aziende assumono più volentieri chi conoscono, chi riceve referenze da persone di fiducia o chi si è già dimostrato capace di rispondere a certe esigenze.

Se usato per il networking, LinkedIn dà l’opportunità di  imparare dai migliori, crescere professionalmente, farsi conoscere per quello che si sa fare. Acquisire credibilità, non solo visibilità. Così nascono opportunità lavorative e si accede a quella domanda di lavoro inespressa, per cui non si trovano annunci.

Certo, il networking richiede più tempo, pazienza e sforzo dell’inviare CV come stelle ninja. Ma non è meglio mostrare chi siamo e cosa sappiamo fare, prima ancora di spuntare un colloquio tra altri 200/500/1000 candidati?

Ecco allora tre cose su cui concentrarsi per ottenere risultati con il networking: contatti, contenuti, qualche regola di buon senso.

#1 Avere i contatti giusti per il networking

Se stai pensando che avere i contatti giusti significhi circondarsi di head hunter e responsabili del personale, sbagli!

Bisogna circondarsi di persone che possano dare un valore alla nostra carriera. E a cui tu stesso puoi dare valore.

I profili con cui creare un network di contatti di valore vanno quindi ricercati in base agli obiettivi.

Obiettivo di crescita: voglio diventare il miglior venditore di servizi di consulenza. Inviterò nella mia rete i “business development manager”, “sales manager”, “partner” delle migliori società di consulenza. Studiando i loro profili, potrò capire quali competenze mi mancano. Confrontandomi con loro, riceverò spunti per risolvere un problema. E, visto che non esiste networking senza uno scambio di valore, io stesso cercherò  di essere di aiuto, parlando di come sto affrontando un tema con cui loro ancora non si sono scontrati.

Obiettivo assunzione: voglio farmi assumere come social media manager dalla tale agenzia di comunicazione. Entrerò in contatto prima con i social media manager di quell’agenzia. Poi salirò la scala verso chi ha maggior potere decisionale, dagli strategist, all’ art director,  al CEO. Cercherò quindi di capire obiettivi ed esigenze e proporrò soluzioni.

Obiettivo visibilità. Obiettivo sbagliato! La visibilità al più è un mezzo per raggiungere uno scopo di crescita, assunzione, vendita…anche se molti la scambiano per il fine ultimo della loro presenza su LinkedIn.

Stabilito l’obiettivo, si possono ricercare Persone, Aziende o Gruppi e filtrarli in base a località, settore, studi.

Mentre scrivevo questo post, ho visto che LinkedIn (o meglio Microsoft), ha migliorato una delle cose che trovavo più insostenibili dell’ultimo aggiornamento: l’aver reso filtri importanti come la qualifica del profilo disponibili solo per Recruiter e Sales Navigator (cioè a pagamento). Ora è di nuovo possibile anche per i profili base ricercare la parola chiave “product manager” con qualifica “senior” della città di “Milano”.

L’importanza dei Gruppi LinkedIn per il networking

Un altro modo per allargare la rete di contatti, è diventare membro di Gruppi che trattano temi di interesse per il tuo settore. Per farlo, basta digitare il tema di interesse nel campo di ricerca “Gruppi” (es.: “social media”), e chiedere di aderire.

In alternativa, si potrebbe partire analizzando i gruppi seguiti dai professionisti del settore. È possibile infatti che sia più difficile entrare in contatto con certi professionisti. Ma, diventando membri attivi dei gruppi di cui fanno parte, si può stabilire un primo punto di contatto.

#2: Creare contenuti di valore per il networking

L’hai pensato, vero?

“Ora che sono entrato in contatto con i migliori professionisti del mio settore, posso inviare a tutti il mio CV!”

Sbagliato! Per quello, torna a giocare su Monster!

Ora che hai creato il tuo network e sei membro dei gruppi più importanti nel tuo settore, è tempo di condividere contenuti.

Sì ma quali?

Esistono fin troppe guide, pareri e consigli su cosa condividere su LinkedIn, cosa non condividere su LinkedIn, con quale frequenza, in quali orari e come. Qui però, più che avere la pretesa di dire cosa pubblicare, mi interessa trasferire un principio generale di networking, che deve guidare la creazione dei contenuti: la reciprocità. O, parafrasando Kennedy:

Non chiederti cosa il tuo network può fare per te, ma cosa tu puoi fare per il tuo network.

Ok, questa vince senza dubbio il primo premio al festival della retorica! Ma è un principio fondamentale per fidelizzare il proprio network e acquisire credibilità. Insomma, prima di preoccuparti di quanta visibilità otterrai, chiediti se quello che stai per pubblicare porterà valore al tuo network. Se offrirà spunti di riflessione. Se risolverà un problema.

Devo ricordarti poi che LinkedIn non è Facebook? Con oltre 377mila ‘consiglia’, questo articolo l’ha letto anche mia nonna dall’Aldilà!

Eppure, se si sente ancora il bisogno di dirlo, non è solo perché certi contenuti sono del tutto fuori luogo su LinkedIn. Ma anche perché, diversamente da Facebook, LinkedIn mostra condivisioni, like e post a tutta la tua rete e il rischio sput…screditamento è esponenziale. Oltrettutto, i contatti LinkedIn non sono tenuti a essere gentili come gli amici di Facebook e, se pubblichi qualcosa di inutile o fastidioso, te lo faranno notare.

Per avere un’idea di  come funziona LinkedIn guarda questo video di Riccardo Scandellari.

#3 Il buon senso è la chiave del networking

Veniamo ora alle cose che è bene tenere a mente, se si vuole fare networking e non spamming!

Scrivi sempre un messaggio personalizzato, quando mandi un invito di collegamento

Ora te lo suggerisce anche la nuova versione LinkedIn prima di inviare una richiesta di contatto (un + per Microsoft!). Se proprio non riesci, perché magari stai mandando la richiesta dallo smartphone, almeno manda un messaggio di ringraziamento quando accetteranno la richiesta.

Sii breve!

Per me questa è la cosa più difficile. Ma bisogna sforzarsi di esprimere un concetto in 3, 5 righe, se si vuole ottenere una risposta.

 Metti il tuo interlocutore nelle condizioni di risponderti

Meglio fare domande dirette. Meglio ancora se richiedono semplicemente un sì o un no. Se mandi un invito di collegamento, spiega al tuo interlocutore il vantaggio reciproco dell’entrare in contatto. Se vi siete già incontrati a un evento, ricordaglielo. Aiuta a focalizzare chi sei e sarà più difficile rifiutare la tua richiesta.

 Costruisci una relazione

Non fermarti al primo contatto, almeno con chi ritieni davvero importante per il tuo networking. Invia messaggi pertinenti e brevi, chiedi consigli, rispondi quando vengono chiesti a te. Non esisti solo tu, con i tuoi problemi di lavoro! La reciprocità in una relazione è ancora determinante. Anche sui social network.

 Non limitarti a fare networking solo quando sei a caccia di lavoro

Questa regola è collegata alla precedente: se di relazione si tratta, non può esistere solo quando ti fa comodo. E, come nei rapporti dal vivo, anche su LinkedIn le relazioni vanno alimentate costantemente.

 Non assillare il tuo network con i tuoi problemi di lavoro

Dire che sei in cerca di nuova occupazione è il modo migliore per allontanare le opportunità. Da un lato le persone fiuteranno perché le cerchi e ti eviteranno. Dall’altro rischi di attirare proposte di lavoro farlocche. Ultimamente c’è stato un incremento di post della disperazione su LinkedIn. C’è chi dice che non funzionano perché mostrano un atteggiamento da perdente. A me personalmente non piacciono perché sono terribilmente generici: “ho bisogno di lavorare, ho una famiglia da mantenere. Condividete per aiutarmi a trovare un lavoro”. Un post del genere non dice chi sei, non dice cosa sai fare, non dice che lavoro vuoi fare. Dice solo che sei disperato e disposto a fare un lavoro qualunque.

 Cerca sempre di essere utile per il tuo contatti

Pubblica contenuti rilevanti per il tuo network e rispetto ai tuoi obiettivi. E se hai scelto bene i tuoi contatti, le due cose dovrebbero coincidere.

 Preparati alle critiche distruttive

LinkedIn è un massacro! Tra quelli che lo riempiono di selfie e polemiche sull’ultima dichiarazione di Trump. Quelli che inveiscono contro questi ultimi, perché “No LinkedIn non è Facebook e certe cose pubblicatele di là!”. E infine, i miei preferiti, quelli che qualunque cosa posti, lo fai solo per avere più visibilità. Preparati a una pioggia di critiche e polemiche. Specie se il contenuto è meritevole o controverso. Ma per essere credibli, bisogna metterci la faccia!

 Rispondi alle critiche

Con i vari perditempo, criticoni, so tutto io, narcisisti, polemici, invidiosi usa tutta la tua assertività di cui sei capace, ma rispondi.

 Circondarti di chi vuole davvero rendersi utile

C’è un nutrito sottobosco di persone, più silenziose delle precedenti, che parlano solo quando hanno qualcosa da dire e che, quando muovono critiche, le motivano e le rivolgono al contenuto, mai alla persona. Non hanno alcun interesse ad affossare gli altri.

 Meglio essere apprezzati, che notati e basta

Non limitarti a circondarti di queste persone di valore, cerca di essere tu stesso una di queste persone.

Allora, cosa ne pensi di LinkedIn usato per il networking? Ti va di dirmelo nei commenti?

Stef

Sull'autore

Stefania

Ciao, sono Stefania e mi sono messa in testa di poter raccontare a chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie, come cogliere le nuove opportunità che offre questa trasformazione digitale in corso.

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