Regola n°1: non acquistare online. Regola n°2: non devi mai acquistare online (II Parte)

Dunque, riprendiamo da dove ci eravamo lasciati. Nella prima parte di questo articolo, ho analizzato il primo degli assiomi del neoluddismo: l’e-commerce sta uccidendo il commercio tradizionale. Ho provato ad assumere il punto di vista chi vede nel web e nell’e-commerce il male assoluto, sostanzialmente perché lo teme, ma niente. Il risultato è che sono ancora più convinta che gli acquisti online, abbiano sì dato il colpo di grazia a un certo modello di commercio tradizionale, ma questo modello era già in crisi da tempo.

In questa seconda parte, provo a sondare altre due di queste convinzioni neoluddiste:

“Acquistare online non è sicuro”

“I social network hanno dato voce a qualunque imbecille”.

Vediamo allora se fare acquisti online è davvero così rischioso.

Acquistare online non è sicuro

Nonostante il commercio online nel nostro Paese sia in forte crescita, il fatturato che produce è solo il 5% del commercio complessivo, contro il 14% nel resto d’Europa. La paura di acquistare online sembra essere il primo freno a questa espansione.

Prima fra tutte, la paura che i dati della propria carta di credito vengano rubati, così come i propri dati personali. Da una ricerca Nielsen è emerso poi che gli italiani preferiscono poter vedere il prodotto personalmente, temono che la consegna venga fatta quando non sono in casa e non sopportano di pagare un sovrapprezzo per la spedizione. Si teme infine di non ricevere assistenza se il prodotto non risponde a quanto ordinato, che il negozio online in realtà non esista e, più in generale, di mettersi nelle mani di qualcosa di inconsistente come un algoritmo.

Paure tutto sommato legittime, se si pensa alle case vacanze inesistenti che nell’estate 2016 hanno ingannato oltre 600 persone o ai falsi coupon Ikea e Zara che giravano via WhatsApp, al solo scopo di accaparrarsi i dati dell’utente. L’ultimo di questi messaggi mi è arrivato proprio lo scorso weekend!

È un mondo difficile ma, voglio svelarti un segreto…

Dietro a ogni e-commerce ci sono delle persone! E queste possono essere brave o incompetenti, oneste o disoneste, proprio come in qualunque altro negozio! Pensa all’idraulico che non ti fa uno scontrino neanche a piangere. O dimmi se sai con esattezza cosa fa la banca quando le lasci i tuoi soldi. Eppure ti affidi a queste persone, accetti un certo grado di incertezza, solo per il solo fatto di averle viste in faccia. Ma non per questo i rischi si azzerano.

Ti faccio riflettere anche su un’altra cosa, che riguarda il timore che i dati della tua carta di credito siano alla mercé di chiunque. Fino a buona parte degli anni Novanta, quando si andava al ristorante, si dava la propria carta di credito a un semisconosciuto: il cameriere o il gestore del ristorante. Questi se la portava nel retro o comunque lontano dai nostri occhi, la passava su un aggeggio, di cui mi perdonerai se non ricordo il nome, e la riportava al suo proprietario per la firma. E quello era un metodo di pagamento sicuro?

Insomma, è un brutto mondo e il rischio di essere fregati c’è sempre e da sempre e non l’ha portato l’e-commerce. Ma così come è buona regola evitare di girare da soli di notte in quartieri malfamati, bisogna prendere determinate accortezze anche quando si effettua un acquisto online.

Come tutelarsi dai rischi dell’acquisto online

Il primo accorgimento è quello di acquistare su siti sicuri. Come si distingue un negozio online sicuro da uno che non lo è? Per prima cosa, quanto più un sito è  conosciuto, tanto più è affidabile. Immagina se Amazon, Zalando e Yoox fossero portatori sani di truffe. Il danno di immagine e l’emorragia di clienti sarebbero inestimabili.

Ma questo non vuol dire che si possa fare acquisti online solo su questi enormi player. Per verificare l’affidabilità di un sito e-commerce, anche piccolo e poco noto, si possono cercare informazioni sull’azienda e recensioni da parte degli utenti. Se non ce ne sono o sono pessime, meglio cambiare negozio. Anche un buon design curato è sintomo di affidabilità. Non so tu, ma io su un sito pieno di banner invadenti e scritte luminose, non comprerei mai. Non fosse altro per il mal di testa che mi procurano!

Naturalmente esistono anche indicatori di affidabilità più oggettivi come:

·        Diversi metodi di pagamento

Un e-commerce serio offre all’utente più possibilità di effettuare i pagamenti. Eh sì, perché non esiste solo la carta di credito, ma ci sono altri metodi anche più sicuri. Pagamento tramite bonifico bancario, in contrassegno (ovvero paghi solo dopo aver ricevuto il tuo ordine), carta prepagata. E poi, quello che a mio parere è il più sicuro di tutti: PayPal. Beh, non è solo il mio parere, visto che il 55% degli italiani ne fa uso. Comunque, PayPal non è altro che un intermediario fra l’utente (tu) e l’e-commerce, che si fa carico dei rischi della transazione online al posto tuo. In pratica, registrandoti sul sito di PayPal, dai i tuoi dati una sola volta e a un solo soggetto, grosso, famoso, internazionale…sicuro. E poi lui paga al posto tuo…o meglio, fa da tramite, poi i soldi dal conto o carta di credito te li scala eh! Altro vantaggio è che ti assicura e ti rimborsa, in caso di mancata consegna o truffa.

E se il sito non prevede PayPal tra i metodi pagamento vuol dire che non è sicuro? Dipende! Se vengono rispettate le altre condizioni di affidabilità (notorietà, buon design, recensioni…e quelle elencate sotto) la risposta è no. Per esempio su Amazon non esiste questo metodo di pagamento e, verosimilmente, non ci sarà mai. La ragione è che Amazon, tra i vari sistemi di pagamento, ha il suo Amazon Pay che sostanzialmente è concorrente di PayPal. Eppure questo non lo rende meno affidabile, ma…stiamo parlando dei uno dei principali siti e-commerce al mondo.

·        Protocollo https di livello SSL (Secure Socket Layer)…che?!!

SSL è un protocollo di sicurezza che cripta e autentica le informazioni che ci si scambia durante una transazione online. Detta in linguaggio umano: se qualcuno prova a inserirsi mentre compri sul web, vedrà una serie di dati cifrati e non potrà rubarti carta di credito, dati personali, ecc.

L’icona di un lucchetto e https:// subito prima dell’indirizzo del sito e-commerce (es.: https://www.praticoecommercesicuro.com) sono il modo in cui i principali browser come Google Chrome e Firefox ti dicono che chi gestisce quel sito ha convalidato la proprietà (ovvero esiste) e che i dati che scambierai con questo sito saranno crittografati.

·        Informativa privacy e cookie

Sì, lo so che non le legge mai nessuno ma, già il fatto che esistano, che ci sia un link che riporta il testo per esteso è indice di affidabilità del sito. Insomma, ogni tanto un click su quel link conviene farlo, almeno per accertarsi che il rivenditore stia facendo le cose a norma di legge e che i tuoi dati non vengano diffusi per il web. E consiglio anche di non cliccare a occhi chiusi tutte le richieste di consenso.

Ti è mai capitato, per esempio, di ricevere un’e-mail promozionale da un’azienda che non conosci o a cui sai per certo di non esserti mai registrato? È successo perché, registrandoti sul sito X, hai cliccato su quella casellina che diceva qualcosa tipo “Do il consenso a cedere ad aziende terze…”. E anche se probabilmente tu definisci spam quell’e-mail, in realtà non lo è…tecnicamente. Sei stato tu a dire che potevano contattarti!

Per evitarlo, potresti autorizzare il rivenditore online a trattare i tuoi dati personali (di solito è la condizione minima per potersi registrare), ma non a cederli a terzi a scopi pubblicitari, né a inviarti comunicazioni promozionali.

·        Policy di consegna, reso e rimborso

Ogni sito e-commerce che si rispetti deve avere una policy che specifichi nel dettaglio tempi, modalità ed eventuali costi con cui avvengono la consegna (in quanti giorni, per quali città, con quali vettori), l’eventuale cambio o reso (entro quando è concesso? Ha un costo per l’utente?) e rimborso (avviene tramite versamento su carta di credito o bonifico bancario? Entro quanti giorni?). Ecco, meglio leggere attentamente queste policy prima di effettuare un acquisto online, tanto per non avere sorprese poi.

Inoltre, diversamente dall’acquisto in un negozio tradizionale, online esiste il diritto di recesso. Una manna dal cielo specie per l’acquisto su siti di abbigliamento, dove infatti molti rivenditori offrono cambi pressoché illimitati.

Insomma, cambiare idea su Internet è un diritto, in un negozio reale invece no. Poi è vero che anche i rivenditori tradizionali hanno adottato misure simili, ma non sono tenuti a farlo per legge. Quindi, almeno su questo punto: e-commerce 1 – negozio fisico 0!

E no, nemmeno qui gli inquisitori del web riescono a farmi cambiare idea. Resterò un’eretica per loro, ma sta di fatto che, anche se i rischi esistono, basta un po’ di buon senso e consapevolezza per ridurli sensibilmente.

Passiamo quindi all’ultimo aspetto. Chiunque sia refrattario al web, sostiene che i social network siano il megafono degli idioti.

I social network hanno dato voce a qualunque imbecille!

Ok, qui non mi sento di dire nulla. Del resto, sto solo parafrasando quanto diceva quel bel pezzo di premio Nobel che era Umberto Eco:

«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli».

Ma anche in questo caso, si può limitare la diffusione delle idiozie che sparano certi individui: da quelli che hanno preso la laurea in medicina su Facebook, a quelli che postano commenti razzisti e sessisti. Si comincia con il bloccarli sui nostri profili social, per non essere disturbati. Si finisce con lo smettere di commentare i loro post, per limitarne la diffusione.

Persino Facebook può dare dei vantaggi al di là del puro cazzeggio. E infatti, ho anche scritto un articolo su come rendere Facebook uno strumento utile…persino per il lavoro!

In conclusione.

Abbiamo noi il pieno controllo di mouse e tastiera, siamo noi a scegliere se mettere in atto tutte le misure per acquistare online in modo sicuro o per restare fuori da polemiche sterili sui social. Ed è responsabilità delle aziende del retail adattarsi al cambiamento, per non soccombere sotto il peso dell’e-commerce.

Poi si può sempre scegliere di chiudere gli occhi, voltarsi dall’altra parte e fingere che il cambiamento non esista. O peggio sperare di tornare indietro.

Ma la sensazione che ho è che si finirebbe come nell’ultima scena di Fight Club: a puntarci una pistola alla testa, senza sapere bene come ci si è arrivati. E magari, se siamo fortunati, con Where is my mind dei Pixies in sottofondo.

Un abbraccio

Stef

A proposito, l’hai poi visto Fight Club come ti avevo suggerito nel post precedente? Se non l’hai fatto, ops…scusa per il piccolo spoiler, ma io ti avevo avvisato! 🙂

Sull'autore

Stefania

Ciao, sono Stefania e mi sono messa in testa di poter raccontare a chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie, come cogliere le nuove opportunità che offre questa trasformazione digitale in corso.

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