Prima regola: non acquistare online. Seconda regola: non devi mai acquistare online! (I Parte)

“L’e-commerce sta facendo fallire tutti i negozi tradizionali!”

“Acquistare online non è sicuro!”

“I social network hanno dato voce a qualunque imbecille!”

Di solito liquido queste affermazioni con un secco “ma per favore!”…una delle frasi più frequenti in casa mia, visto che con una di queste persone ci convivo! Eh sì! Perché negli anni mi sono circondata di due tipi di persone: i super nerd e gli antitecnologici. Se i primi sono capaci di acquistare online persino l’anello di fidanzamento (tratto da una storia vera!), i secondi sono i veri luddisti del terzo millennio.

Queste persone, ancora incredibilmente diffidenti nei confronti del web in generale e dell’e-commerce in particolare, usano poco i social network, non credono ai vantaggi di Internet, hanno fondamentalmente paura di fare acquisti online. E, al di là delle mie beghe casalinghe, trovo molto limitante farsi bloccare dal timore di qualcosa. Specie se questo qualcosa, l’e-commerce, sta diventando sempre più la realtà dominante, al punto che potrebbe anche diventare un lavoro. Persino per chi lo rifugge come la peste!

Questo di solito è il mio pensiero, ma poi mi sono detta: “e se avessero ragione loro?!”. In effetti viviamo in un mondo in cui con un tweet un presidente può far scoppiare la terza guerra mondiale, le notizie in rete sono spesso delle bufale, le truffe sul web sono all’ordine del giorno, le catene della grande distribuzione licenziano come se non ci fosse un domani.

Ok, allora adesso proverò ad analizzare una a una queste affermazioni catastrofiste e vediamo se cambio idea.

L’e-commerce sta uccidendo il commercio tradizionale. Davvero?

Devo ammettere di essere decisamente in imbarazzo a toccare questo argomento. Dal momento che lavoro per un’azienda del retail classico, con muri, scaffali e…persone, vedo ogni giorno insegne costrette a ridimensionarsi, ridurre il personale o addirittura chiudere i battenti. E non si può negare che una buona responsabilità sia dell’esplosione delle vendite online. E più ancora, del cambiamento digitale che sta ridefinendo completamente l’intero modo di fare commercio, tanto online quanto offline.

Lo scenario non è ancora chiaro, ma i più esperti ipotizzano che da un lato, colossi come Amazon, Alibaba, Yoox, ecc., in grado di vendere online pressoché tutto, fagociteranno il mercato. Dall’altro però, i negozi fisici non spariranno, ma dovranno probabilmente scegliere se diventare o centri di distribuzione (fondamentalmente magazzini che smistano ordini) o showroom (entri, guardi, provi, esci, compri online). Perché nemmeno Amazon potrà debellare la passione per lo shopping, che le donne hanno sviluppato in millenni di evoluzione!

In questo video Rudy Bandiera dà una prospettiva interessante di quanto sta avvenendo.

 

Ma se l’e-commerce sta avendo un tale successo, ci sarà pure un motivo. Se si prevede per il 2017 che l’e-commerce in Italia supererà i 23 miliardi di euro (+16% rispetto al 2016, secondo Netcomm, Consorzio del Commercio Elettronico), sarà perché acquistare online comporta dei vantaggi.

Quali sono allora i principali vantaggi dell’acquisto online?

In principio era il prezzo. Il motivo per cui i primi pionieri acquistavano online era perché lì si facevano i veri affari. Poi le cose sono profondamente cambiate e oggi chi sceglie di acquistare online lo fa per:

  • la maggiore disponibilità di prodotti rispetto ai negozi tradizionali, vincolati da spazi fisici e logiche di rotazione dei prodotti
  • la facilità con cui si possono confrontare prezzi e caratteristiche dei prodotti (specie quelli di elettronica, ahimè!)
  • il risparmio di tempo (niente code in cassa) e la possibilità di acquistare dovunque e a qualunque ora
  • la possibilità di trovare recensioni di altri utenti o di esperti
  • l’affidabilità e rapidità del servizio di consegna o post-vendita (vero, ma solo per le aziende molto strutturate come Amazon…sì, ancora lei!)
Ma se le cose stanno così, siamo proprio sicuri che sia l’e-commerce l’unico responsabile della crisi del commercio offline?

Non sarà che pensare di competere con i colossi online solo sul prezzo sia non solo una pia illusione, ma anche sintomo di non aver ancora capito cosa cerca il cliente (disponibilità di prodotti, comodità e sì, anche prezzi convenienti)? Infondo, la guerra al prezzo più basso ha fatto già abbastanza danni nel mondo fisico, perché mai dovrebbe funzionare nell’online?

E non sarà che tagliare l’unico elemento che può davvero fare la differenza rispetto all’e-commerce, ovvero le persone con la loro competenza, capacità di assistere il cliente ed empatia, sia l’errore più clamoroso che si possa fare?

Per non parlare poi della diffidenza che tante aziende hanno nei confronti del loro stesso e-commerce, visto come un concorrente del negozio fisico e non come un’opportunità. Si parla tanto di integrazione tra mondo fisico e online, di omnicanalità, e la verità è che ancora non c’è una formula che risolva l’equazione. Ma la soluzione di certo non è fingere che il web non esista o raccontarsi “tanto i miei clienti sono affezionati al mio negozio”.

Insomma, no, ancora non me la sento di condannare il web e l’e-commerce come unico responsabile del fallimento di certe aziende poco lungimiranti.

Vediamo se con il secondo punto cambia qualcosa, ma l’argomento è già abbastanza lungo e spinoso così. Quindi lo vediamo la settimana prossima, quando analizzerò se davvero acquistare online non è sicuro come molti pensano.

A martedì prossimo allora.

Stef

PS: se vuoi essere certo di non perderti il prossimo articolo, iscriviti alla newsletter di GenerazioneIn e verrai avvisato a ogni nuova pubblicazione. Tranquillo, non riceverai mai più di un’e-mail a settimana! 😉

PPS: se il titolo di questo post non ti suona familiare, vuol dire che non hai colto la citazione. E se non hai colto la citazione, vuol dire che non hai mai visto Fight Club! Qui trovi un assaggio della filosofia del film…hai un’intera settimana per rimediare a questa grave mancanza! 😉

Sull'autore

Stefania

Ciao, sono Stefania e mi sono messa in testa di poter raccontare a chi non ha dimestichezza con le nuove tecnologie, come cogliere le nuove opportunità che offre questa trasformazione digitale in corso.

2 Commenti

Lascia un commento
  • Ciao Stefania!! L’e-commerce è un mondo affascinante, contraddittorio e rischioso. Io acquisto molto dal web, ma solo dopo aver fatto un’attenta ricerca su territorio e se non trovo nulla che mi soddisfi, allora procedo con il carrello virtuale. Avendo un’attività anch’io so cosa vuol dire non far girare moneta nelle casse del proprio territorio..ma ci sono articoli sul web che non troverò mai così convenienti, nemmeno a prezzo di costo dal mio fornitore di fiducia. Questo perché? Perché in un magazzino di 1000mq una pedana di merce è poca roba rispetto a un negozio di 50mq, sia in termini di spazio che di economia. Perché l’articolo sul web verrà visitato da migliaia di persone e acquistato da centinaia, nel negozio lo vedranno 50 persone e lo acquisteranno 10.
    L’e-commerce è rischioso xké potresti avere fregature, ma in 10anni non mi è mai capitato nulla.
    Penso ke sia una valida alternativa ad un commercio ke, in buona parte dei negozi, si è cosi banalizzato, globalizzato e smercificato che una ventata di colore a poco prezzo di certo non ammalera’ la piccola economia.

    • Ciao Silvia,
      non potrei essere più d’accordo! Il commercio tradizionale si è del tutto banalizzato e infatti, le attività che oggi vanno meglio sono quelle che propongono o il prodotto iperlocale o quello percepito come d’elite (vedi Apple). Chi sta ancora urlando solo il prezzo e non cura il servizio o la peculiarità del proprio prodotto ha un destino di lacrime e sangue.
      Grazie per il commento! 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *